Sala del Senato, in Venezia

IL DOGE e SENATORI seduti. IL DOGE È giunto il fin de’ lunghi dubbi, è giunto, nobiluomini, il dì che statuito fu a risolver da voi. Su questa lega, a cui Firenze con sì caldi preghi incontro il Duca di Milan c’invita, oggi il partito si porrà. Ma pria, se alcuno è qui cui non sia noto ancora che vile … Continua a leggere

IL CONTE, e detti

IL DOGE Conte di Carmagnola, oggi la prima occasion s’affaccia in che di voi si valga la Repubblica, e vi mostri in che conto vi tiene: in grave affare grave consiglio ci abbisogna. Intanto tutto per bocca mia questo Senato si rallegra con voi da sì nefando periglio uscito; e protestiam che a noi fatta è l’offesa, e che sul … Continua a leggere

IL DOGE, e SENATORI

IL DOGE Dissimil certo da sì nobil voto nessun s’aspetta il mio. Quando il consiglio più generoso è il più sicuro, in forse chi potria rimaner? Porgiam la mano al fratello che implora: un sacro nodo stringe i liberi Stati: hanno comuni tra lor rischi e speranze; e treman tutti dai fondamenti al rovinar d’un solo. Provocator dei deboli, nemico … Continua a leggere

Casa del Conte.

Casa del Conte. IL CONTE Profugo, o condottiero. O come il vecchio guerrier nell’ozio i giorni trar, vivendo della gloria passata, in atto sempre di render grazie e di pregar, protetto dal braccio altrui, che un dì potria stancarsi e abbandonarmi; o ritornar sul campo, sentir la vita, salutar di nuovo la mia fortuna, delle trombe al suono destarmi, comandar; … Continua a leggere

Parte, del campo ducale con tende.

MALATESTI e PERGOLA PERGOLA Sì, condottier; come ordinaste, in pronto son le mie bande. A voi commise il Duca l’arbitrio della guerra: io v’ho ubbidito, ma con dolor; ve ne scongiuro ancora, non diam battaglia. MALATESTI Anzian d’anni e di fama, o Pergola, qui siete; io sento il peso del vostro voto; ma cangiar non posso il mio. Voi lo … Continua a leggere

TORELLO, e detti.

SFORZA Ebben, Torello, siete mutato di parer? Vedeste l’animo ardente de’ soldati? TORELLO Il vidi; udii le grida del furor, le grida della fiducia e del coraggio; e il viso rivolsi altrove, onde nessun dei prodi vi leggesse il pensier che mal mio grado vi si pingeva: era il pensier che false son quelle gioie e brevi; era il pensiero … Continua a leggere

Campo veneziano. Tenda del Conte.

IL CONTE, un SOLDATO SOLDATO Signor, l’oste nemica è in movimento: la vanguardia è sull’argine, e s’avanza. IL CONTE I condottieri dove son? SOLDATO Qui tutti fuor della tenda i principali; e stanno gli ordin vostri aspettando. IL CONTE Entrino tosto. (parte il Soldato) SCENA V IL CONTE Eccolo il dì ch’io bramai tanto. – Il giorno ch’ei non mi … Continua a leggere

IL CONTE e IL PRIMO COMMISSARIO

IL CONTE Siete contenti? PRIMO COMMISSARIO Udir l’alto trionfo della patria; vederlo; essere i primi a salutarla vincitrice; a lei darne l’annunzio; assistere alla fuga de’ suoi nemici; e mentre al nostro orecchio rimbomba il suon della minaccia ancora, veder la gloria sua fuor del periglio uscir raggiante e pi che mai serena, come un sol dalle nubi;  gioia questa … Continua a leggere

I due COMMISSARI

SECONDO COMMISSARIO (dopo qualche silenzio) Direte ancor che a presagir perigli troppo facil son io? che le parole de’ suoi contrari, il mio sospetto antico, l’odio forse, chi sa? mi fanno ingiusto contro costui? ch’egli  sdegnoso, ardente, ma leal? che da lui cercar non dessi ossequi, ma servigi, e quando in grave caso il nostro volere a lui s’intimi, il … Continua a leggere

I PRIGIONIERI, tra i quali PERGOLA figlio, e detti.

(ai Prigionieri) O prodi indarno, o sventurati!… A voi dunque fortuna  pi crudel? voi soli siete alla trista prigionia serbati? UN PRIGIONIERE Tale, eccelso signor, non era il nostro presentimento allor che a voi dinanzi fummo chiamati, udir ci parve il messo di nostra libert. Gi tutti l’hanno ricovrata color che agli altri duci, minor di voi, caddero in mano; … Continua a leggere